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Do you know MecWilly?

5 Luglio di Marianna Balducci

mecwilly

HAL9000 ("2001, Odissea nello spazio"), Sonny ("Io-Robot"), Maria ("Metropolis"), Andrew Martin ("L'uomo bicentenario"), ... di robot e androidi che hanno suggestionato il nostro immaginario ce ne sono tantissimi: inquietanti o amichevoli, acerrimi nemici dell'umanità o preziosi alleati in un mondo ostile. Siamo abituati a pensarli così: protagonisti delle pellicole cinematografiche o, al massimo, di qualche video su youtube magari proveniente dal lontano giappone, paradiso della tecnologia più immaginifica. Eppure i robot non sono poi così lontani e non c'è bisogno di armarli di tutto punto alla "Terminator" per renderli interessanti ed estremamente utili. MecWilly è un "robot - impiegato" e non sarà al centro di cospirazioni misteriose contro la razza umana, ma io lo trovo decisamente amichevole e alla mia portata. Paternità: Roberto Masini, ventinovenne diplomato all'Iti, impiegato al Settore anagrafe del Comune di Rimini. Roberto, dopo vari esperimenti, ha creato nel tempo libero, da assoluto autodidatta, in due anni circa, questo simpatico androide umanoide pensato proprio per venire incontro alle esigenze delle persone nel quotidiano. Finalmente un vero "paladino della giustizia" che mi aiuterà a trovare l'ufficio giusto e magari mi farà pure un sorriso per augurarmi una buona giornata. Sì, oltre ad avere libero accesso alla rete tramite connessione wi-fi, a saper parlare diverse lingue, memorizzare dati, dare informazioni e riconoscere le persone, il piccolo MecWilly (alto circa un metro) sa anche sorridere e questa per me non è cosa da poco per un robot. Non appena ho scoperto che è pure realizzato con materiale di recupero (un vecchio modem per il torace, palline da ping pong per gli occhi, vecchi profilati metallici, ecc.) non ho saputo resistere e ho contattato Roberto Masini per farmi raccontare qualcosa di più. Di seguito l'intervista rilasciata per gli utenti del blog di ReeDo.

Roberto, come reagiscono le persone che vedono MecWilly in funzione?

Sono molto stupite.

MecWilly è fatto di materiale riciclato e anche altri tuoi esperimenti precedenti lo erano. da dove proviene questa scelta?

Oltre al fatto che costa meno, lavorare con materiali di scarto incrementa la possibilità di generare alternative. Se ti siedi davanti ad un foglio o ad un computer e disegni le tue idee ottieni quello che vuoi, non c'è dubbio, ma se cammini davanti ad un groviglio di scarti potresti ottenere qualcosa di ancora più grande, qualcosa che non avresti mai potuto concepire ed è in quel momento che la tecnologia si fonde con l'arte. Non sarà mai ciò che avevi in mente, ma potrebbe essere la soluzione che sognavi da sempre, soluzione che non eri mai riuscito a mettere a fuoco davanti ad una pagina vuota.

"ReeDo-riusare per piacere" ha spesso dimostrato che gli oggetti, anche quelli da scartare, possono in realtà rivelare programmi d'uso inaspettati se solo guardati con altri occhi. Per te che sei un inventore, quanto vale questa filosofia?

Questa filosofia vale molto per me, ho sempre cercato di creare qualcosa di innovativo e non ha mai importato molto cosa fosse, la creatività è sempre la stessa, ma può essere applicata a qualsiasi cosa. Adesso è il robot, ma può essere la musica, un libro o qualsiasi altra cosa, tutto può essere mescolato, anche in modo interdisciplinare perchè tutto è retto dalla stessa impalcatura: la mente. Nel riuso vengono mescolati oggetti o parti di oggetti provenienti da realtà anche molto diverse e da questo processo creativo si generano nuove realtà comuni, ma tutto faceva già parte di un unico punto di vista, la mente di chi ha creato. Quindi per me “vedere oltre” significa cogliere quei punti di contatto celati dalle convenzioni.

mecwilly due

Mecwilly è destinato alla riproduzione seriale? Pensi che oggetti di riuso-riciclo (generalmente artigianali e pezzi unici) possano inserirsi nella logica della produzione industriale o riformularla in qualche modo?

MecWilly è un prototipo, tra le cose sto anche valutando la produzione seriale, l’ho sempre fatto. Come sai oggi abbiamo già molti esempi di “riuso” nelle produzioni industriali, ma spesso è solo un modo per migliorare l’immagine dell’azienda perchè purtroppo spesso costa di più, per questo servirebbe uno sforzo ulteriore da parte delle aziende per trovare soluzioni innovative che permettano di utilizzare materie riciclate e nello stesso tempo abbassare i costi. Su due piedi quindi si potrebbe affermare che il riuso può essere di due tipi: il "riuso creativo", che non ha radici proprie, ma è un modo per amplificare la creatività e può servire per generare un'idea; il riuso in prospettiva seriale che può essere utilizzato dalle aziende per limitare i danni all'ecosistema, ma non è sempre frutto di un atto creativo vero e proprio.

Insomma, dalle parole del suo ideatore direi che MecWilly è "venuto in pace" e merita la nostra attenzione (sul sito mecwilly.it e sulla sua pagina facebook potete godervi i video delle sue abilità). E ReeDo non perderà certo di vista Roberto Masini: con entusiasmo e competenza, il giovane inventore riminese ha mostrato quanto sia preziosa quella tecnologia che, per quanto sofisticatissima, conserva ancora la sensibilità per il quotidiano e il gusto di vedere le persone sorridere.

Marianna Balducci

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